Still ill
(Ask me why and I'll spit in your eye)


venerdì, marzo 12, 2004
 
Good Vibrations
(Un blog col fiato sospeso)

Questa tensione mi sta uccidendo, di postare non se ne parla. Ma da buon cattolico sento di dover contribuire con un fioretto, un impegno, qualcosa che dimostri che ci tengo.
Ok. Se schiatta, chiudo Stillill.
(e subito dopo faccio sesso, ovvio)








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martedì, marzo 09, 2004
 
Macchè Cantù e Bologna.

Ecco dove sto io.





posted by tip | 19:15 | commenti (19)
 
Burp!

Chris Martin*: "Stiamo provando a fare la cosa più grande che chiunque abbia mai ascoltato".
(dopo il fair trade, uno spottone per la Coca Cola?)

*pardon: quel cretino di Chris Martin.








posted by tip | 19:12 | commenti (11)


lunedì, marzo 08, 2004
 
Altre contaminazioni

Voci impazzite si rincorrono sul nuovo album dei Tortoise. Chi è pronto a giurare che sia un capolavoro (hahahahahahahahaha), chi a dire che in realtà sia un disco degli Stereolab definitivamente rincoglioniti. A me sembra proprio che da pallosi e trendy che erano siano diventati pallosi e basta, andando incontro al loro giusto e ineluttabile destino. Da adesso in poi sempre meno gente chiamerà McEntire a produrgli il disco, gli amici tipo Jim O'Rourke cominceranno ad evitarlo perché porta sfiga, BlowUp non lo vorrà più intervistare perché è bollito e morirà triste e solo come il tenente Hutchinson. D'altra parte risentire TNT ora è più o meno come prendersi a martellate sui denti o assumere due chili di camomilla per endovena, a seconda dell'umore. Eppure il momento della svalutazione del post-rock (che non è mai esistito, è il caso di ripeterlo, ma non per questo non lo si potrà svalutare prima o poi) non è ancora arrivato, non finché qualcuno riuscirà ancora a sostenere che i Mogway* non sono il più grande gruppo di sfanticatori di palle mai sentito negli ultimi due decenni. E mi sa tanto che finché Strokes e White Stripes non si toglieranno dai coglioni ci sarà sempre qualcuno che rimpiangerà i Mogwai.
Ma quel giorno, che prima o poi verrà, come è vero che prima o poi Berlusconi non sarà più il presidente del consiglio di questo Paese di idioti (adesso sembra impossibile, ma un giorno succederà), nessuno crederà più al fatto che è esistito un tempo in cui fare quella musica là era considerata una cosa trendy, e che addirittura esisteva una rivista trendy nata apposta per celebrarla; che nei negozi indierocck c'erano i dischi degli Stormundstress sullo scaffale bello e che i tipi veramente giusti (le blogstars di allora, se fossero esistiti i blog**) li compravano per sentirsi più fighi, salvo rivenderseli dopo una settimana e mezzo di agonia. E quel giorno ci toccherà solo avvisare 1. i Giardini di Mirò che la festa è finita e 2. BlowUp che dovrà togliere una cinquantina di dischi dal librone con tutti i capolavori della musica di ogni tempo.

* la "y" è messa per spregio, non rompete le palle.

** Non posso esserne certo, ma credo che il commento di Petunias a un disco del Gorge Trio sarebbe stato più o meno questo:
"Che disco. Cazzo, che disco. Cazzo."











posted by tip | 23:24 | commenti (38)
 
The end is the beginning is...

Homesleep weekend. Coi Franz Ferdinand special guest.
Che dire? Il cerchio si chiude.






posted by tip | 23:21 | commenti (32)


sabato, marzo 06, 2004
 
Revolution (9)

Aw, che anno sarebbe senza una manciata di nuovi e formidabili gruppi pronti a stravolgere il rock come lo abbiamo concepito sino ad oggi? Sì, sì, voi ridete, intanto vi ricordo che negli ultimi due anni sono usciti i dischi di Coral, Vines, Music, Strokes e che da allora la musica non è più stata la stessa, mi pare.

Von Bondies
Non sono ancora chiari i motivi della scazzottata tra Jack White e Jason Stollsteimer che i Von Bondies escono con il nuovo disco, subito gratificato a dovere da Pitchfork e codazzo di leccaculo al seguito. D'altra parte Quello Di Cui Il Mondo Ha Bisogno Adesso è esattamente un'altra garage band del cazzo, alla moda e senza scopo. Si prevede lenta e inesorabile processione e sacrifici umani sulle nostrane riviste.

TV on the Radio
Secondo me sottostimiamo l'importanza di Blow Up: è chiaro che negli USA mettono su band con il solo intento di far sbavare l'Isidoro. Prendete questi qui, che fra dieci anni verranno ricordati come "quelli di cui era impossibile ascoltare un disco dall'inizio alla fine". D'altra parte hanno una sola idea (new wave, però fatta strana e cantata da Peter Gabriel) e stirarla per un disco intero non è mica facile. E poi ci suona il produttore degli Yeah Yeah Yeahs quindi avanti, devono essere bravi. Marò che sfranticamento di palle.

Veils
Ma siamo già al revival britpop? Un gruppo inutile nella miglior tradizione del pop inglese, con un cantante con quella voce rauca del cazzo che tira sempre tanto. Fanno ridere, non in senso positivo, e come repertorio hanno gli scarti e le B-sides dei Doves, che anche loro non sono messi granché bene. Se continuiamo così l'anno prossimo toccherà al revival di Peaches.

Franz Ferdinand
Così ad orecchio sembrano usciti da un film sugli anni 70, Dazed and Confused. Tamarri e inconsistenti: il mio winamp legge solo "Jacqueline" perché è la prima canzone, il resto lo skippa in automatico perché secondo lui non ne vale la pena. Carlo Villa però (insieme alla consorte) ha capito tutto: questi qua rilanciano, rivoluzionano, rivitalizano tutta la scena inglese, e sono la miglior band dell'anno. E chi sono io per contraddirlo?

Einsturzende Neubaten
Mah, dicono che sono giovani, alle prime armi, nessuno li ha mai sentiti, e che hanno fuori un album formidabile, fighissimo, eccetera. Speriamo.




















posted by tip | 14:51 | commenti (49)
 
Venus in furs

Qualcuno spieghi a quelli del Mucchio (e a tutti gli altri) che il fatto che Melissa Auf der Maur sia esageratamente gnocca per essere una chitarrista non ne fa automaticamente una grande artista. Nè giustifica interviste da faccia sotto gli stivali come quella di Ivic-come-ha-fatto-a-resistere. (e vabbè, da lì sotto che poteva mai fare?)



posted by tip | 14:46 | commenti (10)


venerdì, marzo 05, 2004
 
Imperativi

La ragazza dice: "Scaricate e ascoltate The Soldiering Life dei The Decemberists, ora, subito." ma di grazia, si può sapere perché? A parte il fatto che ho la sgradevole sensazione che tu appartenga alla blogballotta e già questo non ti rende, come dire, il massimo della simpatia. A parte il fatto che l'ultima volta che ho scaricato una canzone consigliatami da qualcuno c'era ancora napster (quello vero, non la versione castrata di adesso), a parte il fatto che magari oggi sono di buonumore e ho voglia di sentirmi, che ne so, tutto Trout Mask Replica* suonato al contrario per provare sensazioni nuove. A parte tutto questo: hai scaricato una canzone che ti piace, e ok. Ascoltala, al limite racconta quanto è bella e perché. Non ce ne frega una mazza, ma nessuno mai te ne farà una colpa, è tra le tue prerogative. Vuoi farti penetrare da una pallottola? (astenersi battute) Prego! Vuoi sentirti Brand New? (a me sembra che per il momento qua il gergo da MTV è l'unica cosa che penetra) Accomodati. Ma che ci fanno lì quegli imperativi? Scaricate ed ascoltate! Subito! Nemmeno chiede per favore, questa isterica. Una apre un blog e subito si sente l'imperatrice di sto cazzo. Non entrerete nel privato dei nostri bei salottini a dirci cosa dobbiamo scaricare, eh no.

Il Saccentino Petunias sceglie un approccio diverso, e piazza un mp3 sul suo sito. Non aggiunge di Scaricare Ed Ascoltare! Subito! ma il messaggio è quello. Forse si aspetta anche che lo ringraziamo.
A pensarci bene, secondo me tutti loro si aspettano dei ringraziamenti. O credono di meritarseli.

*questa l'ho messa nel caso Scaruffi leggesse, che non si sa mai. Io a dire il vero Trout Mask Replica nemmeno ce l'ho, però so fare una cover di Ella Guru suonata interamente al kazoo.










posted by tip | 01:37 | commenti (29)


giovedì, marzo 04, 2004
 
You've got everything now

EustonStation continua imperterrita nel tentativo di dare infinite nuove definizioni al cool. Un microcosmo (di cazzate, ma pure sempre un microcosmo) racchiuso in un blog e colorato a tinte pastello di Coveri attraverso la lente dei due idioti che lo aggiornano.
Non c'è spazio per il dubbio, nemmeno per quello di essere sprofondati nel ridicolo. Con malcelato orgoglio, tutto quello che questi due coglioni hanno da raccontare delle loro miserabili vite sono gli incontri coi musicisti, i pettegolezzi di NME e le nuove tendenze degli atelier milanesi. Le loro esistenze si fermano qua, negli uffici di qualche discografico milanese o davanti all'armadio pieno di vestiti, indecisi su quale scegliere. Gossip, glamour e rockstars, l'importante è non vivere in questo mondo.
Il target medio di Air e Zero7, gruppi tagliati su misura per simili impresentabili personali. L'indecenza che diventa eloquio, coatto e perciò ancor più odioso.
In mezzo a simile ostentazione di coglionaggine non c'è spazio per nessun barlume di consapevolezza, fosse anche solo uno spiraglio minimo. La dimostrazione ultima sta in questo post, che lamenta il marketing mirato (ma è davvero così mirato?) alle categorie di trentenni più prevedibili del mondo.

"nonostante gli ascolti meditati e i tuoi consumi trasversali non sei riuscito a seminarli, loro e i loro studi di mercato. Sei incasellabile e incasellato, come e più di chiunque altro. It's marketing baby, e devi fartene una ragione."

Ascolti meditati? (Air, Franz Ferdinand) Consumi trasversali? (l'iPod). Eh no, allora non c'è proprio più speranza. In fondo è normale che i cretini siano convinti di essere dei genii, ma se continuano a sentirsi tali anche dopo essere stati smascherati significa che ci sono pesanti tare genetiche o una supponenza che ha definitivamente sfondato il soffitto dell'appartamento. Il buon Zeblus (che a volte sembra una mia controparte politically correct) gliel'ha fatto notare, ottenendone in cambio risposte poco convincenti: l'ironia, il post giocato sulla consapevolezza, ma io non volevo, ma che me frega.
Adesso io non so se è stato il blog a dar loro alla testa o se questi due sono palloni gonfiati di tale caratura anche nella loro vita privata, ma propendo per la seconda ipotesi.

E poi, cara S., se la vita te l'avessero scritta davvero i Monthy Python a quest'ora saresti agonizzante sul tuo divano mentre due medici ti asportano il fegato con una tenaglia e fabietto tuo ti chiede la paghetta per andare a sentire i Notwist. No, la sceneggiatura della tua vita ha più a che fare con le Bratz.















posted by tip | 01:09 | commenti (10)
 
Death List Five

1. Franz Ferdinand
bigassholes

2. Air
alwayspoofters

3. Cat Power
uselessbitch

4. Oneida
sadwankers

5. Yuppie Flu
fivetimesfags


















posted by tip | 00:52 | commenti (5)


mercoledì, marzo 03, 2004
 
Quelli che si divertono/1

Gli emigranti si accontentano con poco. Questo qui è felice di spulciare ogni giorno il sito di Repubblica alla ricerca di notizie di dubbio interesse e di cogliere ogni indizio di incrinatura nell'ispirazione del signor Vauro. Ovviamente non ha (non ancora) alcun sospetto sul possibile rincoglionimento di lui mème, nonostante (o forse proprio perché) ammetta senza vergogna di ascoltare i Franz Ferdinand.
E vabbè, ognuno ha i passatempi che si merita, ma perché non vai a fare qualcosa di socialmente utile, tipo il copywriter per Forza Italia? C'è sempre bisogno di giovani e inutili disfattisti di talento come te.

Oppure vai al concerto degli Oneida, dal vivo sono una cosa mai vista.








posted by tip | 00:48 | commenti (5)
 
Strano interludio
(Post-analisi)
Non è del tutto vero che i blog musicali non servono a niente. Anche solo con la presenza, forniscono un supporto costante alla musica di qualità tutta, e in special modo a quella italiana. Dove ciò non fosse evidente, è necessario leggere tra le righe. Ad esempio:

"non ho mai supportato(1) pienamente(2) le produzioni italiane. sono davvero pochi i cd italici che possiedo e di solito si tratta di gruppi piuttosto noti(3). compro italiano se vado a un concerto e il concerto mi piace (4). mi vengono in mente one dimensional man e jennifer gentle. entrambi cd ascoltati pochissimo, comunque (5).

conosco poco le produzioni italiane anche perché non si trovano così facilmente su soulseek.(6)"

1. Supportare, ma in che senso? Sostenere col consenso e/o con il portafoglio? Sarà più chiara in seguito, per ora non ha ancora deciso.
2. Ecco: le ha supportate, ma a metà. Cioè parzialmente, solo se le andava e non rompete i coglioni.
3. Ha i dischi dei Subsonica e l'ultimo dei Tiromancino, e anche quelli è probabile che glieli abbiano regalati.
4. Ma certo, il tiro tira sempre. Bastano due birre e una canna e qualunque gruppo di merda ti sembra i Rolling Stones nel 1969.
5. Poi quando torni a casa ti accorgi che è tutto una cagata, specialmente se sei rimasto/a senza birra.
6. Allora. Di supportare, pienamente o meno, la musica italiana non me ne frega un cazzo, però se potessi scaricherei volentieri qualche mp3. Ma no quelli di Loser che mi fanno cagare, no.

Con simili supporters, mi domando come la musica indipendente italiana possa restare confinata nel maleodorante ghetto delle webzine e di fuori dal mucchio. C'è un complotto all'opera?


















posted by tip | 00:07 | commenti (7)


martedì, marzo 02, 2004
 
White Christmas
(I don't give a fuck)

Ma la neve che scende copiosa non vi fa sentire più buoni? Ok, ritiro tutto quello che ho scritto sui Giardini di Mirò. Mi accontento di un leggero guasto alla macchina sulla Bologna-Milano. Ma voglio vedere il Raina che spinge.
(E a proposito di essere buoni, non posso fare a meno di notare che da almeno due mesi non ho un cazzo di brutto da dire sui Fuck. Ma se non vi spiace avrei molti fuck da dire. Domani)







posted by tip | 02:15 | commenti (14)
 
Dischi di merda #6: Air - Talkie Walkie

Tra le inutili beatificazioni di cui si rendono colpevoli stampa, web e bloggers uniti, quella che coinvolge questi due damerini del cazzo è una delle più odiose. Fosse dettata dal senso di colpa verso la trascuratissima musica d'oltralpe sarebbe almeno accettabile, ma le cose sono molto più semplici e forse riesco a spiegarle anche senza usare le parole "moda" e "fighetti".

Tanto per cominciare: Toto Cutugno scrive una canzone sulle gioie della vita in campagna, e giù pernacchie. Ok, niente di strano, reazione logica. Due francesini invece scrivono questi versi immortali : "Tu potresti venire da Venere. Io potrei venire da Marte. Potremmo stare insieme" e tutti applaudono ammirati alla sagacia, alla profondità, all'equilibrio. In apparenza non c'è spiegazione, ma a ben guardare: è tutto merito delle camicie. Volete mettere le camicine di questi due signori e i loro delicati lineamenti da francesine sceme con il naso da caprone di Toto Cutugno? Quel terronaccio con questi due delicati signorini? Mannò, dai.
Per di più quest'anno i fanciullini ritengono necessario farsi fotografare sempre con un paio di ingombranti walkie talkie fra le mani, intenti a comunicare tra di loro pur essendo a pochi centimetri di distanza. Per qualcuno sarebbe un serio indizio di rincoglionimento, ma figuriamoci: gli Air hanno fatto il miglior album dai tempi di Moon Safari.

Quel Moon Safari è uscito nel 1998, e ogni volta che gli Air si azzardano a fare un nuovo album tutti tornano a parlarne come se nel frattempo non avessero fatto un benemerito cazzo, il che è verissimo. Una colonna sonora di merda per un film di merda, un album che era infome caricatura del primo, un disco di remix grotteschi della replica informe (a che serve autocannibalizzarsi se non c'è carne sulle ossa?), e una cosaccia con un autore italiano che rifiuto di nominare. Più o meno ad ogni nuovo disco tornano all'antico e fanno uscire "il miglior album dai tempi di Moon Safari". Poi passano sei mesi e di nuovo il miglior album dai tempi di Moon Safari, e così via.

C'è da chiedersi quanto un gruppo possa permettersi di vivere fagocitando se' stesso. Direi poco, se era esso stesso in prima battuta rimasticatura di cose passate, ma la cosa in se' ha poca importanza. "Talkie Walkie" non è una cagata per questo motivo: è una specie di rumore di fondo, un fastidio per l'udito. Sta bene sotto alle pulizie di casa, se non gli permettete di crescere come un tumore. Universal Traveller (anzi "Iunìversol travlar": quando si parla l'inglese come una vacca spagnola) è l'apice della pena, Alpha beta gaga colonna sonora da spaghetti western di serie C (quelle che NON scrivera Morricone, dunque) che piacerà un casino ai fans dei fratelli De Angelis, Alone in kyoto assurda sequenza di note innocue e di "ti ti ti" che fanno tanto tendenza. Flauti, arpeggi di chitarra acustica, tastierine, piano; tutta roba da vomito. Questo non è un gruppo musicale: due dandy da giostra forse, due poseur sfigatelli che sguazzano nella loro formuletta da quattro soldi (tre accordi di chitarra, una batteria elettronica e una strofa idiota come testo), e fanno la felicità di quelli che amano parlar bene del nulla perché in esso si riflettono così bene. Un gruppo da blogstars, i primi a guidare la gaudente processione delle lodi del miglior disco dai tempi eccetera e ad accodarsi ai motivatissimi elogi provenienti da oltremanica: il Guardian fa notare che le loro canzoni hanno scarso successo commerciale ma sono tra le più usate per sonorizzare programmi TV, e riesce a far sembrare ciò una cosa lusinghiera. Boh, forse sono troppo contenti del fatto che non sia una cagata come il disco con Baricco.

Gli Air sono acqua fresca, un gruppo immateriale e senza nerbo, performers elettronici di sto cazzo, condannati in eterno ad inseguire il loro primo disco. Ma bisogna esser grati per questo Talkie Walkie, perché in un solo album ha concentrato il loro zero creativo, la loro inutile vanità, un mucchio di stronzate e il loro testamento di artisti inutili. Sino al prossimo album che vedrete, sarà certamente il migliore dai tempi di Moon Safari.














posted by tip | 00:28 | commenti (15)


lunedì, marzo 01, 2004
 

Il post perfetto
(no indie content)

Quattro capoversi, sei links, e non si capisce un cazzo lo stesso. Come fosse la penultima puntata di una telenovela scadente. Tutto pur di soddisfare una mezza dozzina di amichetti ai quali a ben vedere avrebbe anche potuto scrivere una bella mail delle sue, anziché sciorinare queste cazzate ai quattro M^YVenti. La dimostrazione dell'inutilità del blog al di fuori del blog, e basta.

Ma muori, cretina.




posted by tip | 02:04 | commenti (8)
 
Destinazione: Ma Porco Dio

Non pensate che sia facile scrivere un blog come questo. Bisogna essere animati da una sana e perdurante incazzatura, da una indignazione che si rinnovi di giorno in giorno, e che soprattutto sia mirata. Non basta leggere le cazzate che quotidianamente affollano i blog (e che per fortuna non diminuiscono mai. Tutto il contrario) per avere voglia di scrivere. Deve esserci una molla che ti spinge a farlo, e a volte ci sono molle più forti: con tutte le incazzature che mi fa prendere questo governo di merda giorno dopo giorno figuriamoci se ho voglia di perdere tempo con Signorina Grande Mento o con gli sproloqui quotidiani del depresso ciclotimico.
E allora passi il fatto che gli Oneida hanno fatto il più grande concerto del secolo, che il disco degli Air è un capolavoro, che i Blonde Redhead spaccano il culo ai pettirossi, che Loser è tornato (WOW), eccetera eccetera. Cioè, dai, chi se ne frega? Lo senti o no cosa sta dicendo quello lì? Che i prezzi sono tornati quelli di una volta, sì, quelli di una volta perché i commercianti hanno cominciato ad usare l'euroconvertitore. Ora. Dopo due anni.
Davanti a tutto questo, chi cazzo ha più voglia di leggere un blog? Musicale poi, ovvero il parlarsi addosso e del nulla. Che muoiano tutti annegati nella merda tra Walkie e Talkie mentre leggono attentamente il Foglio, è quello che si meritano.
Ho sopportato persino le sin troppo prevedibili illazioni sul mio conto: lo hanno beccato, è uno della Oregon Cantù, era comunque una merda, qualcuno finalmente l'ha menato e via dicendo. Persino il sapido commento del blog della domenica, che qualcosa dovrebbe aver capito dal fatto che non mai l'ho nominato (e secondo me l'ha capito). No, niente poteva distogliere il mio menefreghismo.

Ma poi ho commesso un errore, ho fatto quello che non dovevo fare. Ho scaricato la posta, per la prima volta dopo 20 giorni, ma non pensate male: l'ho fatto perché un amico aveva bisogno di un penis enlargment ed ero sicuro che lì avrei trovato qualche annuncio adatto. E invece no, niente penis enlargement per una volta, ma una fottutissima mail di un fottutissimo tipo, con un fottutissimo link a un fottutissimo blog.
Ed improvvisamente gli Oneida sono diventati degli incapaci, gli Air e tutti quelli a cui piacciono degli autentici coglioni privi di amor proprio, Loser il solito leccaculo di sempre.
Davvero, non ho altre scuse, né assicurazioni da dare: l'incazzatura è una cosa preziosa e va conservata, anzi coltivata. Però voglio concedermi almeno una piccola, insignificante soddisfazione. Se StillIll torna, è solo per merito tuo. Tuo, delle "mille bizzarie del web" e della tua penna magica del cazzo, che un giorno per magia ti si infilerà su per il culo. Grazie.

(Ma non era meglio se rimanevi a discutere di cose interessanti come l'uso della K nella civiltà occidentale? Lo vedi che danni che combini appena t'allarghi un po'? Bestia!)














posted by tip | 01:53 | commenti (13)


venerdì, febbraio 06, 2004
 
Niente

E' definitivo: Blow Up non recensisce "Natale in India". E preferisce sdoganare i Looney Tunes.
Secondo me è un segno che l'aria sta cambiando.






posted by tip | 22:40 | commenti (62)
 
Deconstructing StillIll
(un post ad alto contenuto autoreferenziale)

Alla fine succede che si sviluppi una discussione seria qui, su questa parodia malata di un blog (o meglio nei commenti ad un post), e non altrove. Sicuramente c'è una spiegazione.
Con Zeblus non ho mai parlato eppure lui, insieme a pochi altri, capisce cosa c'è dietro StillIll. Ci sono riviste musicali che fanno sinceramente pena (e lo dico con rammarico, perché da appassionato di musica mi piacerebbe leggere qualcosa di decente in italiano), giornalisti pieni di se' e pieni di merda (spesso è la stessa cosa), opportunisti e insinceri che pompano una scena rock italiana misera e poverella sino a farla scoppiare di presunzione. Che stanno attenti a parlare bene dei dischi di cui tutti parlano bene e delle etichette che pagano le inserzioni perché "così si fa". Attorno, un panorama di webzine altrettanto desolante e poi - i peggiori di tutti perché nessuno li obbliga a darsi delle regole - i blog, che ricalcano in tutto e per tutto questa situazione, come se qualcuno gli avesse detto "guardate che se volete scrivere di musica in Italia, a qualsiasi livello, vi dovete uniformare a questa realtà di merda". Oppure è sindrome di Stoccolma, plagio inconscio.
Nessuno che dica che è sbagliato dare 9 (e BlowUp l'ha fatto) a un dischetto come quello degli Yuppie Flu. Non giova a nessuno. Non a BlowUp che perde credibilità, non alla band che perde il senso dei propri limiti, non a chi legge, che perde punti di riferimento e finisce per scambiare per capolavori dischetti di merda. E' un circolo vizioso nel quale perdono tutti.
Questa è la realtà che qui si indica, ma c'è chi continua a guardare il dito. E cioè che StillIll è offensivo, volgare, non si firma, non dice quali dischi gli piacciono, è un troll eccetera.
E allora continuate a sorbirvi Loser che lecca il culo ad Homesleep, Pasini che recensisce dischi con il Cencelli, dischi "bellissimi" che dopo averli comprati ascoltate si e no tre volte, gruppi ed etichette che ormai esigono l'otto in pagella e se invece prendono sette fanno gli offesi (vedi querelle rockit e Osini) eccetera. Non sarà certo un blog letto da quattro gatti a cambiare questo stato di cose, il giornalismo musicale non cadrà per StillIll e continuerà a produrre scritti degni del suo pubblico, e a lasciarsi dietro quell'odore che vi piace tanto. Io mi accontento di vedere le levate di scudi dei lettori assuefatti, le rosicate dei bloggers e l'isteria degli addetti ai lavori, la Amenta inviperita che dice che siamo peggio di Bossi, Guglielmi che ci manda a dar via il culo, la Homesleep che pensa agli avvocati. E' una cosa magnifica, va oltre ogni previsione, dimostra quanto questo blog abbia centrato il bersaglio e di che miserabili teste di cazzo è fatta la scena indie italiana.
E tutto questo è meglio di una gratifica. Ma che dico, meglio di un indieblog award.











posted by tip | 22:33 | commenti (58)
 
Due o tre cose che mi hanno detto

sui Giardini di Mirò
(non ho idea se siano vere o meno, fatta eccezione per la terza, voi prendetele così come sono.)

una: sono andati ad MTV da Silvestrin ma senza Alessandro Raina, con la scusa che in TV viene grasso da far schifo e perché "noi gli avevamo detto che si andava a MTV e quel cretino ha preso il treno per Treviso e comunque a chi cazzo serve un deficiente così?".Torna a casa, Alessandro.

due: per il loro nuovo video Swimming Season (che canzone di merda) hanno chiamato il regista dei video di Nek. E lui ha detto che Raina interpreta Nek meglio di Nek stesso.

tre: La fine di un sogno. Mi giunge da fonti certe la notizia che i Giardini di Mirò non hanno un pulmino. Ok lo ammetto, è finita. Ma è stato bello crederci.

(Queste tre cose me le ha dette la stessa persona, ma siccome non sono come LoMele non vi dirò chi è.)














posted by tip | 00:12 | commenti (13)


mercoledì, febbraio 04, 2004
 
Gli USA? Ci fanno le pippe.

Di solito non me la prendo con le webzine, perché non le leggo quasi mai e perché in fondo mi fanno un po' pena. Sono troppe, e troppo chiaramente sfigate, inseguono senza nessuna speranza le riviste sul banco del giornalaio, elemosinano promo ovunque, sono fatte da gente che sgobba come asini e in cambio non ottiene praticamente niente. Ma oggi in rete cercavo recensioni sul disco di Marta Sui Tubi, perché se dovessi credere a quello che si dice e si legge in giro è il più grande album dai tempi di "Sister" dei Sonic Youth e volevo verificare.
Ebbene, ho concluso che mi sbagliavo: quello dei MST è un album ben più grande, enormemente più bello, di qualsiasi cosa i Sonic Youth o qualsiasi altro gruppo al mondo possa aver fatto negli ultimi vent'anni, o così sembrano pensarla tutte le webzine italiane.

Tra tutte queste recensioni ce n'è una che doppia tutte le altre in paraculismo; dopo aver paragonato i Marta sui tubi a Daniele Silvestri (e sticazzi, mi viene da dire), ci informa: questi sono bravi, e "la mettono in quel posto alla maggior parte dei gruppi che nuotano nel mare di mediocrità della scena italiana" A qualcuno potrebbe venire il legittimo desiderio di scoprire quali sono questi gruppi che nuotano e allora via, leggiamo le altre recensioni della signora. L’ha scritto lei, lo saprà. Allora.

Gli En Roco no, perché hanno fatto uno dei più bei dischi dell’anno, incanto e raffinatezza eccetera.

Gli Encode nemmeno, anzi sono dotati di particolare fascino.

Prague non ne parliamo: lui mette in fila un buon numero di canzoni molto molto belle e quindi è da escludere.

i Morose figuriamoci: il loro disco è addirittura bellissimo, e ad ogni ascolto cresce.

E mica finisce qua. Caboto? Belli e godibili. Quintostato? Un bell'esordio. Amari? Capolavoro. Resina? Grandiosi.
E allora, dove cazzo si nascondono i gruppi mediocri? Cos'è, vanno in giro in incognito? Ti evitano perché hanno paura che se li riconosci li punirai come si deve?
Se sei solo un'ennesima inutile deficiente leccaculo senza senso critico che scrive su una webzine solo perché non ha un cazzo da fare almeno evita di fare simili commenti, no? Ci fai solo la figura della deficiente! Ti dai della cretina da sola! Meglio scrivere che quello dei Marta Sui Tubi è l'ennesimo capolavoro della scena rock italiana che ormai è ben più vasta e ben più valida di quelle inglese ed americana messe insieme, no? Ci fai lo stesso la figura della cretina, ma almeno sei coerente.
Che poi questa qui sia il prototipo del recensore da webzine è un'altra faccenda, e magari se ne riparlerà.





















posted by tip | 23:39 | commenti (26)